Correggete il simbolo e tutta la carta si ridisegna
La recinzione che avete disegnato ieri sera ha le tacche sbagliate – e con lei tutte le recinzioni del foglio. Ecco che cosa potete farci senza uscire dalla scheda in cui sta la carta.
Traduzione automatica dall’inglese. Originale
La recinzione che avete disegnato ieri sera ha le tacche sbagliate. Non nel vostro tracciato: nel simbolo stesso. Per questa carta sono troppo fitte, e sono così su tutte le recinzioni del foglio.
Modificare un simbolo non è la parte difficile. OCAD tiene il suo editor dei simboli dietro un clic destro da decenni, e ogni rilevatore che sta leggendo l’ha già usato. Quello che merita un paragrafo è dove sta quell’editor qui: nella stessa scheda del browser in cui sta la carta, sul computer che avete davanti, con le recinzioni che si ridisegnano sotto la finestra mentre digitate il numero.

La norma è già dentro il documento
Una carta nuova non è una scatola vuota da riempire con un set di simboli trovato chissà dove. I simboli e gli inchiostri dell’ISOM 2017-2 stanno nel documento dal momento in cui lo create, e per trovarne uno basta scriverne il numero o il nome.
Niente da scaricare, niente da installare, nessun file da far cercare al programma. I set per lo sprint, per la mountain bike e per lo sci ci sono allo stesso modo.

È il simbolo a scegliere lo strumento
Scegliete una curva di livello e disegnate una linea morbida; scegliete un edificio e disegnate angoli retti. Tra un simbolo e l’altro non passate dalla barra degli strumenti, perché il simbolo sa già di che cosa è fatto.
Sembra poca cosa finché non avete disegnato duecento edifici.
Cambiate il simbolo, non gli oggetti
Allargate un po’ il sentiero e tutti i sentieri della carta si allargano con lui. Gli oggetti conservano il codice del simbolo, non una sua copia: il disegno segue la definizione.
È tutto qui il senso di disegnare con un set di simboli invece che con una penna, ed è il motivo per cui vale la pena leggere le due sezioni che seguono: quello che cambiate lì si posa sulla carta all’istante.
Cambiate un simbolo e lo seguono tutti gli oggetti disegnati con quello: la carta conserva codici di simboli, non copie
Linee e superfici sono fatte di numeri
Un simbolo lineare è fatto di numeri che vedete e potete cambiare: lunghezza del tratto, spazio vuoto, quanti tratti per gruppo, spessore e colore del bordo. Un simbolo areale funziona allo stesso modo: angolo del retino, spessore della linea, passo – oppure un motivo appoggiato su una griglia.
La recinzione in rovina è fatta di trattini più un elemento ripetuto. La palude impraticabile è un retino azzurro con il passo che decidete voi. Per spostare una linea di mezzo millimetro non dovete ricostruire il simbolo da zero.
Se preferite vedere la finestra del simbolo invece di leggerne la descrizione, aprite una carta in Gratic e scegliete un simbolo lineare dal pannello.


Il disegno dentro il simbolo lo fate voi
Quello che si ripete lungo una linea e quello che sta dentro un motivo è un piccolo disegno. Lo tracciate a mano, su un campo che arriva a dieci millimetri da una parte e dall’altra dello zero, con sotto una griglia millimetrata.
C’è una penna, un rettangolo, un cerchio. C’è l’unione e c’è la sottrazione, così un gruppo di massi è fatto di tre cerchi uniti e non di tre cerchi che sperano di restare insieme. Posizione, dimensione e rotazione si scrivono in millimetri, perché è in millimetri che si misura il foglio stampato. E potete annullare, cosa che conta più di quanto sembri quando spostate un glifo di un decimo di millimetro alla volta.
Quello che si ripete lungo una linea e quello che sta dentro un motivo è un piccolo disegno, e lo tracciate a mano su una griglia millimetrata

Gli inchiostri appartengono al set
Qui i colori sono inchiostri, non colori dello schermo. Ne aggiungete uno, lo fissate in CMYK, lo segnate in sovrastampa e lo spostate su o giù nell’ordine di stampa. Spostate un inchiostro e la carta si ridisegna nel nuovo ordine: è esattamente quello che con gli inchiostri fa una macchina da stampa.
Dentro un livello è l’ordine degli inchiostri a decidere che cosa copre che cosa. Su quella regola è costruita una carta per l’orientamento, ed è per questo che la tavola dei colori è una tavola e non una tavolozza.

Un set da costruire, da prendere in prestito o da cambiare
Un set di simboli appartiene al livello, non alla carta. Nello stesso documento il set del club può stare su un livello e quello della norma su un altro, senza che i numeri si scontrino.
Potete aprire un livello con un set vuoto e costruirlo simbolo per simbolo. Potete aprire la carta di qualcun altro e tenervi il suo set: i file di OCAD e di OpenOrienteering Mapper entrano con i loro simboli, e prima che qualsiasi cosa si posi sulla vostra carta l’importazione vi mostra quali simboli ha riconosciuto.
E potete cambiare il set anche in un livello dove avete già disegnato. La conversione elenca i simboli che il livello usa davvero, con quanti oggetti ci stanno dietro, e vi chiede in che cosa deve trasformarsi ciascuno. È un passo solo: per tornare com’era basta annullare una volta.
Un set di simboli appartiene al livello, non alla carta: il set del club e quello della norma stanno nello stesso documento senza pestarsi i piedi

Tutto dentro una scheda del browser
Non c’è niente da installare e nessuna licenza da spostare da una macchina all’altra. L’editor dei simboli, la tavola dei colori e l’area di disegno del glifo si aprono nella scheda dove sta la carta, sul computer che avete davanti.
Se disegnate per un club, vuol dire anche che il set viaggia con la carta, non con la persona che ha la versione giusta del programma.