# Una carta sola, dal primo livello al foglio stampato

> Questa è una carta vera, costruita nell’ordine giusto. Mezzo chilometro quadrato di Cipro, 400 oggetti ricalcati sulle immagini satellitari, tutto in una scheda del browser. Ecco tutti i passaggi, per lo più in immagini.

Andrey Surzhikov · 2026-08-03 · https://gratic.app/it/articles/a-map-from-start-to-finish

Anavargos, sulla costa occidentale di Cipro. La carta finita copre 0,77 per 0,73 chilometri, cioè
0,56 km², e contiene 400 oggetti: 161 alberi e cespugli, 85 edifici, 57 strade e superfici pavimentate,
45 macchie di vegetazione, 21 recinzioni. Circa 700 oggetti per chilometro quadrato: ecco che aspetto
ha una carta sprint fatta come si deve.

## Lo schermo

L’editor che vedete in queste immagini è Gratic.

_[L’editor con le cinque zone riquadrate e numerate: gli strumenti di disegno e i comandi della vista a sinistra, il set di simboli e l’elenco dei livelli a destra, la barra di stato in basso.]_

1. **Disegno e modifica.** Selezione, penna, curva morbida, angoli retti, ellisse, testo, misura e
   l’editor dei vertici. Annulla e ripristina in fondo.
2. **La vista.** Zoom, adattamento alla carta, geolocalizzazione, spostamento, griglia e le impostazioni
   del progetto, dove stanno la scala, il nord e la declinazione magnetica.
3. **Il set di simboli.** Tutto quello che definisce la norma ISOM 2017-2, con la ricerca per codice o
   per nome. È la scelta che fate qui a decidere come si comporta la prossima cosa che disegnate.
4. **I livelli.** Il rilevamento importato, il percorso, il vostro disegno, le mappe di sfondo. Ognuno
   con la sua visibilità, il suo lucchetto e la sua trasparenza; e ognuno si apre a mostrare le
   categorie di simboli che contiene.
5. **La barra di stato.** Quale strumento e quale simbolo avete in mano, che cosa fa lo strumento in
   questo momento, a che zoom siete e se la carta è salvata.

## Prima di tutto, qualcosa sotto la carta

**La mappa di sfondo viene da dove volete: una fonte dell’elenco, un indirizzo di tile incollato in un campo, o un vostro file – un rilevamento con drone in GeoTIFF si posa sulle proprie coordinate**

C’è un elenco da cui scegliere e, se quello che vi serve non c’è, incollate in un campo l’indirizzo
delle tile. Va bene anche un vostro file: un GeoTIFF porta con sé le coordinate, così un rilevamento
con drone sul vostro terreno si posa al punto giusto, senza niente da allineare. Prima però il
progetto va salvato: il file passa dal server, che lo decodifica.

Le mappe di sfondo si impilano come tutto il resto, e per passare dall’una all’altra basta un clic. Il
disegno non si sposta.

_[La stessa carta sopra OpenStreetMap: strade ed edifici a tinte piatte sotto il disegno per l’orientamento.]_

_[La stessa carta sopra OpenTopoMap: curve di livello e ombreggiatura del terreno sotto il disegno per l’orientamento.]_

_[La stessa carta sopra le immagini satellitari: si vedono i terrazzamenti di ulivi e i tetti sotto il disegno per l’orientamento.]_

## Poi quello che lo Stato ha già rilevato

**I dati nazionali arrivano in un livello a sé, così le curve di livello e le strade sono già al loro posto prima che disegniate una linea**

Aprite l’importazione e scegliete una fonte esterna invece di un file.

_[Il menu «File» aperto: «Import» è evidenziato, e sotto ci sono «Export», «Print preparation», «Gestures» e «Settings».]_

_[La finestra di importazione con due scelte: un file dal disco oppure una fonte esterna, presentata come topografia nazionale e OpenStreetMap.]_

Ogni fonte dichiara la propria licenza e il limite di superficie già nell’elenco, prima ancora che la
scegliate.

_[L’elenco delle fonti: Cyprus Lands and Surveys, licenza CC BY 4.0, limite 25 km²; OpenStreetMap, licenza ODbL 1.0 contrassegnata come condividi allo stesso modo, limite 10 km².]_

Quali fonti arrivino fino al vostro terreno non ve lo dice un articolo, ve lo dice l’elenco:
[aprite una carta](https://my.gratic.app) e compaiono quelle che coprono l’area sullo schermo.

### Scegliere l’area

Delimitate con un rettangolo l’area che vi interessa. Sotto il rettangolo la mappa di sfondo è la carta
della fonte stessa: quello che vedete è esattamente quello che state per prendere. Accanto compaiono le
misure sul terreno.

_[La scelta dell’area: un rettangolo attorno ad Anavargos sulla carta della fonte stessa, le misure indicate come 2,4 per 1,1 chilometri e la licenza in fondo.]_

_[L’elenco delle mappe di sfondo nella procedura guidata: la carta della fonte stessa, OpenStreetMap, OpenTopoMap, Esri World Imagery e tre stili Mapbox.]_

Poi ogni classe di oggetti della fonte riceve un simbolo, e accanto trovate quanti oggetti di quella
classe stanno davvero dentro il rettangolo. Le classi che non volete finiscono su «Do not import» e il
totale scritto sul pulsante cala.

_[Le classi associate ai simboli con i conteggi in tempo reale: 67 edifici, 175 particelle catastali messe su «Do not import», 19 curve di livello, 38 strade e un pulsante che dice «Import 393 objects».]_

_[Il livello importato da solo sulla carta: curve di livello, edifici e strade al loro posto, ancora niente disegnato a mano.]_

**Quello che tenete di quel livello lo spostate sul vostro, il resto lo cancellate: un’importazione è materia prima, non un risultato**

Un’importazione è un rilevamento, non una carta. Una parte è esatta e passa sul livello su cui
disegnate. Un’altra è alla scala sbagliata, o disegnata secondo un’altra norma, o non è più vera.
Quella parte la cancellate, e quello che alla carta serve lì lo disegnate a occhio sulle immagini
satellitari.

### Spostare quello che tenete

Qui valeva la pena tenere le curve di livello. Selezionatele sul livello importato e spostatele sul
livello di disegno.

_[Le curve di livello selezionate sul livello importato, con il menu contestuale aperto su «Move to layer».]_

I due livelli hanno set di simboli diversi, così lo spostamento chiede in che cosa si trasforma ogni
simbolo sul livello di arrivo: 27 curve di livello, 14 corsi d’acqua guadabili, 10 specchi d’acqua.

_[La finestra dello spostamento: ogni simbolo del set di partenza accostato a uno del set di arrivo, con il numero di oggetti che lo usano.]_

_[Dopo lo spostamento: le curve di livello stanno ora sul livello di disegno, raggruppate sotto «Landforms» con 27 oggetti.]_

## Disegnare

**Il simbolo si porta dietro il suo strumento: scegliete un edificio e vi ritrovate a disegnare angoli retti**

Non serve cambiare strumento quando cambiate simbolo. Scegliete un edificio e la penna traccia angoli
retti; scegliete una strada e traccia una curva morbida. Su 85 edifici questo smette di essere una
comodità e diventa una necessità.

_[Il disegno di un edificio sopra le immagini satellitari: il contorno scatta agli angoli retti mentre si posano i vertici.]_

_[Il disegno di una strada con la penna: le maniglie di curvatura sui vertici, la superficie pavimentata che segue la via nella fotografia sottostante.]_

_[Si posano gli alberi: il pannello dei simboli aperto sui simboli degli alberi, punti verdi che scendono sui terrazzamenti di ulivi.]_

Quando una categoria dà fastidio, spegnetela per quel livello e continuate su quello che resta.

_[Le categorie di simboli del livello, parecchie spente: restano visibili solo le classi di oggetti su cui state lavorando.]_

## Che aspetto prende man mano che cresce

_[Solo il livello importato: curve di livello marroni su tutta l’area e nient’altro ancora disegnato.]_

_[Aggiunti gli edifici: ottantacinque contorni neri che formano il cuore del paese.]_

_[Aggiunte le strade e le superfici pavimentate: la rete delle vie ora collega gli edifici.]_

_[Aggiunte le recinzioni: linee sottili lungo i confini dei lotti tra le case.]_

_[Aggiunta la vegetazione: il giallo del terreno aperto e il verde delle macchie a corsa rallentata riempiono lo spazio tra le vie.]_

_[Aggiunti alberi e cespugli: centosessanta punti verdi sui terrazzamenti di ulivi.]_

_[Aggiunte le zone vietate: uliveti e lotti privati tratteggiati in viola.]_

_[La carta finita con sopra un percorso: i cerchi dei punti e le linee di collegamento attraverso il paese.]_

## La maggior parte del tempo se ne va in correzioni, non in disegno

**La maggior parte del lavoro non è disegnare ma correggere: spostare di poco un vertice, tagliare una linea, cambiare il simbolo a un’intera selezione**

La prima passata mette qualcosa sulla carta. Tutto quello che viene dopo è correzione: una recinzione
finita mezzo metro dentro un muro, un sentiero che dovrebbe fermarsi ai gradini, duecento cespugli che
risultano avere il simbolo sbagliato e vanno cambiati tutti in una volta. E due superfici che dovevano
essere una sola.

_[Due superfici pavimentate che si sovrappongono, selezionate insieme, con le operazioni booleane proposte sopra la selezione.]_

_[Le stesse due superfici dopo l’unione: un solo oggetto con un solo contorno, e il simbolo indicato nella barra di stato.]_

## Il foglio è un editor a sé

**Il foglio è un editor a sé: ci appoggiate sopra delle finestre sulla carta, ognuna con la sua scala**

Una carta diventa davvero una carta quando è stampata. Il foglio è una pagina misurata in millimetri
veri, e quello che ci appoggiate sopra sono finestre aperte sulla carta. L’area di una finestra la
scegliete sulla carta stessa. La finestra può essere un rettangolo, un’ellisse o una forma che
disegnate voi.

_[La scelta dell’area per una finestra sulla carta: un’ellisse tracciata attorno al punto 33, con gli strumenti di forma e un pulsante «Done» in alto.]_

_[Il foglio con una sola finestra: tutta la carta a 1:4000 su una pagina A4, con un titolo e una freccia del nord.]_

Una seconda finestra non è un secondo file. Qui è di nuovo la stessa carta, sulla stessa pagina:
ingrandita 3,08 volte, a 1:2350, ritagliata a cerchio. Ogni finestra porta con sé posizione e
dimensione in millimetri, e la propria rotazione.

_[Il foglio con due finestre: tutta la carta a 1:4000 e un ingrandimento circolare del punto 33 a 1:2350, con la geometria della finestra in millimetri nel pannello.]_

La pagina esce in PDF. Le finestre sulla carta possono uscire come tracciati vettoriali, conservando
gli inchiostri CMYK definiti dal set di simboli, oppure come immagine alla risoluzione che scegliete;
il resto della pagina resta vettoriale in tutti e due i casi.

_[La finestra di esportazione: i fogli da includere e la scelta tra simboli vettoriali in CMYK e una carta raster alla risoluzione scelta.]_

## I comandi, tutti in una schermata

Nel menu «File» c’è una tavola dei gesti, che passa dalla disposizione del trackpad a quella del mouse.
È un’immagine da aprire per imparare i comandi, non un posto dove riassegnarli.

_[La tavola dei gesti che alterna la disposizione del trackpad e quella del mouse: spostamento, zoom e i tasti modificatori per ciascun dispositivo.]_

## Due persone, una carta sola

**Due rilevatori disegnano la stessa carta nello stesso momento: è l’unica cosa che un editor installato sul computer non può fare**

Due persone aprono la stessa carta e disegnano nello stesso momento, da macchine diverse, e la carta
resta una sola. Nessun file principale, nessuna data nel nome del file.

## Portare fuori la carta, non solo la pagina

Il PDF qui sopra è quello che va in stampa. La carta stessa esce come file cartografico: `.omap` per
OpenOrienteering Mapper. Il file porta con sé la grafica dei simboli – i glifi, i retini, i trattini –
e la georeferenziazione con la sua declinazione.

C’è anche un’esportazione verso OCAD, e vale la pena dire con precisione che cosa fa Gratic oggi: il file si
apre, gli oggetti ci sono, i colori ci sono, le coordinate ci sono. La grafica dei simboli è ancora in
lavorazione, quindi controllate un file prima di affidargli una tiratura.

## La carta è vera, i passaggi sono stati ricostruiti

La carta qui sopra è una piccola carta sprint e non è una dimostrazione fatta apposta per un articolo.
È proprio quella carta, con gli errori corretti e le zone vietate discusse. Le immagini passo per passo
sono state fatte dopo, smontando la carta finita una categoria di simboli alla volta.
